Si apre l’anno con lo stesso dilemma: siamo sicuri che non stiamo perdendo la bussola?

Inizia un nuovo anno, e se le mie riflessioni di più di un anno fa sul ritorno di forme classiche che richiamano al passato e che rendono più umane, emozionanti e rassicuranti le nuove tecnologie, a partire dall'elettrificazione, hanno trovato qualche conferma nella riproposizione di icone del passato "rimotorizzate" o comunque livree che ricordano modelli iconici, quando bellezza faceva rima con pulizia di linee a perpetuare quel concetto di bellezza eterna in tema di automobili, il CES di Las Vegas spinge in direzione opposta. Qui la tecnologia viene ostentata, estremizzata, le forme sono quantomeno azzardate e i contenuti stravolti. Tra auto che fanno tutto da sole, forme in stile Avatar e macchine volanti, credo si continui a spingere verso la rottura del giocattolo. Continuo a pensare che la tecnologia debba essere al servizio della bellezza, del piacere e che meno sia visibile e percepibile, più raffinato sarà il prodotto finale. Al CES è come se l'intimo venisse indossato sopra ai vestito di taglio sartoriale, anzi, il vestito sartoriale sostituito da algidi e improbabili vestimenti, con buona pace degli amanti delle bellezza. Staremo a vedere chi avrà ragione.

Cambiando argomento, il 2020 si apre anche con il Boat Show di Dussedorf ed anche nella nautica, quella che più che una previsione, era un auspicio frutto dell'osservazione di una nicchia come quella dei "piccoli" open, motoscafi. Questa tipologia di imbarcazioni che erano quasi sparite dai radar e che come le rondini in primavera, hanno sempre avuto i loro momenti di maggior successo in anni economicamente floridi e di trionfo edonistico del bel vivere e che sembrano tornare in auge. Se dopo anni in cui sembravano esistere solo maxi yacht, due giganti per prestigio e numeri come Princess e Fairline inseriscono a catalogo due bellissimi open come l'R35 ed il nuovo F Line 33, qualche motivi per essere felice di averci "visto giusto" concedetemelo.

Augurando buon anno a tutti, rinnovo l'invito a non buttare nulla del passato, ma di usarlo come piedistallo su cui innalzarsi per costruire il futuro. Banale, ma troppo spesso dimenticato in una società dove la parola "nuovo" viene utilizzata come sinonimo di "eccezionale e positivo" e dove il nuovo troppo velocemente viene buttato come obsoleto.

Marco Fasoli